lunedì 25 luglio 2011

complicità

Non è la prima volta che mi capita di fare da autista.
Li ho portati a cene, a feste, ho accompagnato lei in qualche albergo dove lui la aspettava.
O sono andato a prenderlo per portarlo a casa nostra.
Ma è la prima volta che mi tocca riportare a casa lui dopo che a casa mia si è scopato con comodo la mia donna.
“Mia” si fa per dire ovviamente.
Si chiama Marco e da due anni si scopa la mia fidanzata.
All’inizio è stato un gioco tra noi: tra me e Anna, la mia ragazza, intendo.
Eccitante e trasgressivo.
L’ennesimo limite che volevamo superare assieme
Poi però Marco è diventato qualcosa di più.
Di più profondo, come dire?
Cioè un po’ alla volta lui è diventato più di un gioco.
E lei da me ha preteso sempre di più e a darmi sempre di meno.
Anna ha preso una cotta per Marco: io all’inizio pensavo fosse una cosa passeggera.
E come mi eccitava vedere la mia donna che scopava con un altro, un po’ alla volta ha cominciato ad farmi andare fuori di testa il fatto di non essere solo spettatore, ma vestire i panni scomodi ed eccitanti del servitore.
Ma ad Anna non bastava
Ho assistito inebetito, e con il cazzo sempre più duro ammettiamolo, al fatto che la cosa diventava sempre più frequente ed intensa.
Che lei godeva come una matta con lui
Che lo cercava ossessivamente.
Beh sarebbe lungo raccontare come sono scivolato sempre più giù.
Ma è capitato.
E’doloroso, ma non riesco a farne a meno.
E se anche io riuscissi a farne a meno, dell’umiliazione, della sottomissione, della perversa eccitazione della negazione, beh Anna dubito che potrebbe farne a meno ormai.
Per cui perché farsi domande?
Guido la macchina piano per riaccompagnarlo a casa, stavo ascoltando del buon jazz per calmarmi ma ho dovuto spegnerla:
“spegni la musica che devo parlarti” mi ha detto in tono perfino brusco.
Marco è salito sul sedile davanti della mia bmw serie 5 blu notte, la macchina che ho comprato perché ad Anna piaceva tanto.
Qualche volta, non so se per umiliarmi o proprio perché mi considera naturalmente al suo servizio, sale sul sedile dietro anche se è da solo.
Quando è con Anna invece sale sempre dietro, assieme a lei.
Anna ama trattarmi da autista, farmi impazzire sussurrando parole d’amore a Marco mentre guido; baciarlo o sospirare quando lui le infila una mano sotto la gonna.
Sa che il mio cazzo esplode quando lei si sporge verso di me per appendere sul retrovisore interno le sue mutandine “queste te le metto qui amore, tanto a me no servono”e torna a sedersi ridendo assieme a Marco.
Li accompagno a cena ed aspetto fuori.
Fino a che lei non mi manda un sms. 
e allora succede sempre più p meno la stessa scena.
Io entro nel ristorante per andare alla cassa a pagare: “le pago il conto di quella coppia”. 
E mentre io pago escono abbracciati ridendo.
Lei passandomi vicino mi concede un “grazie amore per la cena fantastica, ora portaci a casa” con un bacio sulla guancia e la mano stretta a quella di Marco, mentre io consegno la mia visa oro ad un imbarazzatissimo cameriere. 
Stasera Marco mentre lo riporto a casa vuole parlarmi: ho una strana agitazione che non so spiegare.
“Senti, bisogna che mi dai una mano”
Tra me e Marco non c’è confidenza.
Lui si scopa la mia ragazza, a lui interessa quello. Certo alle volte si diverte anche lui ad assecondare Anna nell’umiliarmi  e più di qualche volta ho dovuto assistere alle loro scopate.
Lui sa benissimo che la cosa mi fa soffrire  ma mi eccita.
Tutto qui.
Niente confidenza tra me e lui e mai e poi mai nessuna intimità di alcun tipo.
Io accetto da lui tutto ciò che vuole infliggermi il mio amore, Anna.
Niente di più.
Soprattutto niente da lui
Anna qualche volta per vedere la mia reazione ha detto che le sarebbe piaciuto vedermi partecipe delle loro scopate.
Si è spinta a immaginare che io fossi costretto a mettere al servizio la mia bocca o il mio culo al suo uomo.
Ma lo diceva per vedere come reagivo.
Lo faceva qualche volta durante qualche lenta sega che mi concedeva sussurrandomi all’orecchio sconcezze e provocazioni.
Per fortuna non si è mai spinta a tanto.
Le bastava sentire che io biascicavo un “quello che vuoi amore” per supplicare che portasse a compimento la sega e mi facesse venire. cosa che peraltro avviene assai raramente perché a lei piace fermarsi al limite e tenermi insoddisfatto. dice che così poi sono più arrendevole.
Da tempo la sua mano è l’unica parte di lei con la quale posso fare sesso, ma nemmeno fino alla mia soddisfazione.
Altro modo di fare sesso con lei non ne avevo da un pezzo.
Io pensavo che fosse lui a non volere che lei scopasse più con me, ma ho scoperto che non è nemmeno così. 
Anzi, lui con un certo disinteresse che mi ha ferito molto, un giorno mi ha detto:
“no, figurati non sono io a vietarglielo è una idea sua. A me se te la scopi qualche volta anche tu quando io non posso non da nessun fastidio.
E’ Anna quindi che non era più interessata, che non aveva mai abbastanza tempo, nemmeno di nascosto, da dedicarmi tra una scopata e l’altra con lui.
o forse la eccitava esercitare questo potere su di me.
Per cui la confidenza tra Marco e me è solo che lui si scopa la mia donna.
Io con lui per fortuna non ho mai dovuto fare niente.
A me piacciono le donne
A me piacerebbero le donne come Anna.
Che ha 28 anni è bionda, magra e alta come solo le ragazze ricche e fortunate sanno essere.
Ha uno sguardo dolce e bastardo.
Le tette piccole ma perfette e un culo da competizione.
Un sorriso talmente dolce da sembrare che ti prenda in giro
Una di quelle che pensi quasi asessuata da quanto è perfetta.
E invece asessuata non lo è per nulla.
Anzi.
Marco invece di anni ne ha 48, dieci più di me.
Quello che si dice un bell’uomo, carismatico ed elegante.
E’ il titolare dell’azienda dove lavora il mio amore.
Ed ovviamente è molto sposato
Due  cliché in un uomo solo.
Tecnicamente il mio amore è la sua amante.
“devi darmi una mano”
esordisce accendendosi una sigaretta.
Lui, solo lui, può fumare nella mia macchina.
Non è stato necessario stabilirlo, non mi ha mai chiesto il permesso.
Anna non sopporta i fumatori, mi ha fatto smettere appena ci siamo conosciuti.
Con Marco invece è molto più clemente e generosa.
E non solo su questo.
“Dimmi?”
“ho un problema con Anna e devi darmi una mano”
Difficile pensare ad una discussione più surreale di questa.
Io devo darti una mano con la tua amante che è la donna che amo?
Non più tardi di venti minuti fa sono rientrato a casa mia dopo una lunga serata a vagabondare nel mio quartiere.
Quando sono a casa mia scopare di solito preferiscono che io vada a farmi un giro.
A lei non dispiacerebbe tenermi sempre lì ad origliare o addirittura ad assistere come è capitato qualche volta, ma Marco preferisce che io stia fuori di casa.
Vuole tranquillità e farsi i suoi comodi con la mia ragazza senza avermi tra i piedi.
Quando Anna mi ha chiamato ero in un piccolo bar della zona frequentato solo da qualche ubriacone locale.
Leggevo il quotidiano, ormai vecchio, sorseggiando una birra alla spina di pessima qualità quando mi ha squillato il cellulare rivelando sul display chi i stava chiamando: Annamore, come l’ ho salvata nella rubrica.
“ciao amore, dove sei?”
“ciao sono al bar di piazza Mazzini”
“ti starai annoiando amore…”
“eh”
“noi invece ci siamo divertiti sai…”
“stronza” rispondo con un sorriso amaro che mi si blocca in gola, quanto vorrei essere più sicuro di me quando Anna mi provoca così…
“dai vieni a casa che devi accompagnare Marco”
“si amore, arrivo”
“sbrigati”
Quando sono arrivato a casa avevo il cuore in gola, come fosse la prima volta ma anche il cazzo duro come sempre.
Ho suonato il campanello per pudore evitando di usare le chiavi
È venuta ad aprirmi lei
Indossava una maglietta rosa di hello kitty da bambina che strideva con le autoreggenti.
E nient’altro.
Mi ha baciato sulla bocca stringendosi a me.
Strusciando appena il suo pube biondo sulla mia erezione.
Dietro di lei intravedo Marco uscire  dalla nostra camera da letto infilandosi la camicia nei pantaloni.
“ah sei arrivato, ciao”.
Mi saluta appena infilandosi in bagno
Anna mi volta le spalle e va verso il salotto dove si siede sul divano stringendo a sè le ginocchia contro il petto. 
Sembra proprio una ragazzina, un po’ troia magari.
Il suo sguardo è catturato dalla tv dove scorre un video musicale rap che non riconosco.
Ma mi chiama con un cenno della mano
“vieni qui”
Mi avvicino mentre lei stacca lo sguardo dal video per guardarmi con un sorriso radioso.
Sono davanti a lei e mi chino a baciarla di nuovo.
Lei mi sussurra:
“vieni qui”.
E con una mano mi prende la nuca abbassandomela costringendomi ad inginocchiarmi davanti a lei.
Mi bacia sulla bocca poi, dopo essersi assicurata che Marco fosse ancora in bagno allarga le ginocchia e mi prende la mano portandomela in mezzo alle sue gambe.
“ho goduto tanto, amore”
Le mie dita le sfiorano le grandi labbra gonfie ed ancora bagnate.
Lei mi infila la lingua nella bocca e con la mano schiaccia la mia sul suo pube.
Un brivido la coglie appena, ma subito sente la porta del bagno in fondo nel corridoio aprirsi e mi allontana con un gesto:
“dai basta che poi l’uccello ti scoppia, vai ad accompagnare a casa Marco che sarà stanco”
Mi rialzo mentre lui arriva dietro di me
“dai accompagnami a casa che è tardi”
Lei si alza e mi scarta con una leggerezza assassina per abbracciarlo:
“ci vediamo domani in  ufficio capo” gli dice baciandolo.
Le mani di lui solo sul culo della mia ragazza, come a rivendicare possesso davanti a me,
anche se non ce ne è proprio bisogno.
“domani non vengo, devo andare a Milano”
“posso chiamarti?”
“no ti chiamo io” risponde lui assestandole un piccola pacca sul sedere.
Si incammina verso la porta salutandola appena,  mentre lei rimane imbronciata e bellissima a sorridergli.
Lo seguo mentre ha già aperto la porta e mi chiama con uno “dai sbrigati che è tardi, portami a casa”
Come potrei dargli una mano più di così?
Marco soffia fuori il fumo della sigaretta guardando distrattamente fuori dal finestrino
“la cosa con Anna non può continuare così, mi sta creando dei problemi.”
“perché?”
si gira a guardarmi serio, anche se scommetterei che un po’ di sottile piacere gli attraversa per un attimo lo sguardo.
“per due motivi: il primo è che mia moglie comincia a sospettare, il secondo è che ho preso una nuova segretaria di vent’anni che comincia a darmi parecchie soddisfazioni.”
rimango inebetito per la rivelazione.
quest’uomo che si scopa il mio bellissimo amore si è stufato e la mia prima reazione non è di soddisfazione per la mia possibile riconquista, ma paradossalmente è di preoccupazione perché temo che ne soffrirà.
“cioè mi stai dicendo che vuoi troncare con Anna?”
“no penso che continuerò a scoparmela ma potrò dedicarle meno tempo, non so, bisogna che mi dai una mano.”
“una mano? e come posso aiutarti?”
“beh intanto bisognerà fugare ogni dubbio di mia moglie sul fatto che ho una relazione con Anna e poi voglio avere anche il tempo per divertirmi con la nuova segretaria e quindi bisognerà dare una regolata alla tua ragazza che sta diventando un po’ troppo invadente. fatti venire in mente qualcosa”
Qualcosa mi è venuto in mente al momento, ma erano immagini di massacro e di vendetta sanguinolente nei confronti di quest’uomo che si permetteva di trattare così il mio amore.
Ma non so riuscito a dire nient’altro.
Non riuscivo nemmeno più a pensare fissando ipnotizzato la strada illuminata dai fari.
(continua)